Di sana e robusta Costituzione
Antefatto, noto: Francesca Schiavone è stata invitata da Silvio Berlusconi per festeggiare il titolo vinto al Roland Garros. Bene. Giorni fa, in un’intervista a Vanity Fair nella quale spiccano i “minchia” e i “cazzi” non eufemizzati prima della pubblicazione (ma va benissimo così, ci mancherebbe, mica è il bollettino parrocchiale), la Leonessa ha dato conto di quel rendez-vous. E così si è espressa sul presidente (se siete in piedi, per favore sedetevi): «Premesso che ho conosciuto un uomo invidiabile, una persona straordinaria dal punto di vista umano (non parlo di politica, al momento non è un argomento che non voglio trattare) e ne sono molto felice, ho avuto davvero l’impressione che, seppure per un attimo, fossimo due persone davvero in comunicazione l’una con l’altra, non due personaggi ciascuno nel suo ruolo. Mi ha parlato della Costituzione con così tanto amore e felicità che io gli ho detto di slancio: “Caspita Presidente, lei ama quello che fa”, e credo che lui sia stato toccato dal mio entusiasmo». Della Costituzione, ha detto. Amore della Costituzione da parte di Berlusconi. Per carità: in democrazia si può dire tutto, anche che il colpo scarso di Wawrinka è il rovescio e che Marcello Dell’Utri è onesto. In effetti, però, al profondo concetto politico schiavonesco mancava qualcosa: magari un bel ”minchia”, che la giornalista avrebbe anche potuto aggiungere in nome dello spettacolo. A nome nostro, però.
Qui mi taccio: lascio la parola ad Andrea Scanzi, che prima di me (e di tutti gli altri, tra quelli che ancora dicono ciò che pensano e non ciò per cui sono o vorrebbero essere pagati) s’è accorto di questo diamante Excelsior che rischiava di andar perduto. E lo ha commentato a dovere. Con mestizia e convinzione, sottoscrivo ogni sua parola.
Tag: Andrea Scanzi, Francesca Schiavone, Silvio Berlusconi, Vanity Fair

Federico che dire … Non riesco a trovare le parole giuste per esprimermi …
Buona Giornata !!
Sconvolto, pubblico anch’io
Son cose che contribuiscono a far perdere le residue speranze che qualcosa possa cambiare in questo paese.
Grande Federico e chapeau per l’epilogo-omaggio all’amico Andrea…..in un mondo di squali e di invidiosetti incapaci di riconoscere i meriti altrui, ti fa onore….per il resto…nequizia (cit.)
Che disastro!!! Avevamo giusto bisogno di ulteriori rigurgiti
Berlusconi che ama la costituzione….????????? come direbbero gli americani Amazing…….siamo un popolo molto simpatico noi italiani…….è per quello che tutti gli altri non ci invidiano……perchè oltre alla simpatia…siamo ciechi come talpe——
(non parlo di politica, al momento non è un argomento che non voglio trattare)
vuol dire che al momento ne vuole parlare di politica?
o che non ne vuole parlare al momento m anon e’ un argomento di cui non voglia parlare?
o ha messo un non in piu’ e non lo tratta per nulla?
in effetti, Alessandro, mi ero ben guardato dal correggere il testo dell’intervista. opto per un’altra ipotesi ancora: non vuole non parlarne, quindi vuole parlarne. ormai, dopo le sessioni di esegesi barazzuttiana a Wimbeldon, siete diventati dei maestri!
Cosa vi aspettavate dalla Schiavone? Oggi (nel 2010!) c’è ancora bisogno che lo sportivo sia portatore di un qualunque messagio di carattere politico o morale? Non giocano solo per i soldi? E allora?
Oggi non c’è bisogno di nuovi Smith e Carlos. Anche perchè sia a l’uno che all’altro le cose non sono andate meglio dopo il ’68
TTC, non mi aspetto alcunché dalla Schiavone né da altri. infatti non l’abbiamo sgridata, c’è solo da provare quel po’ di tristezza
Ma non l’aveva chiamato PierSilvio? La Schiavone è meglio se gioca a tennis, e la prossima volta quacuno gli suggerisca le risposte, o quantomeno la inviti a documentarsi un pò!
Basta con queste (ridicole) insinuazioni su Dell’Utri. Cribbio.
Sulla Schiavone, che dire: sono offeso. Molto. E rimpiango quel frammento, oggetto di esegesi Strisciana, in cui l’eburnea Francesca ci mosse a somma invidia verso il tizio col cappellino rosso. Quel video fu lo spartiacque della mia esistenza.
La amo.
E amo (platonicamente) anche Lei, Ferrero, anche se è Rosso.