Erano le nove e quarantasette de la tarde a Parigi, umidissima di una pioggia nera e insistente, venuta ad abbattere la calura ferragostana, che fino ad oggi aveva intorpidito il torneo.
Era ormai buio e tutte le luci interne di un centrale ormai semideserto erano accese.
I pochi giornalisti rimasti si affannavano a guardare fuori, mente Fabio Fognini, incredibilmente era riuscito a rimontare due sets di svantaggio al folletto di casa, Gael Monfils.
Issatosi tre zero al quinto , Fabio era stato riapparigliato e a quattro pari le ombre erano cosi insistenti da suggerire la sospensione.
Non ne voleva sapere Monfils, mentre Fabio caracollava tra il giudice di sedia e il supervisor mimando il gesto di chi ha in mano una pila, come un novello Ilie Nastase Fabio perdeva tempo aspettando alfine il tramonto definitivo, mentre suo Papà Fulvio in tribuna, chiedeva ad ampi gesti la chiusura del match.
Tale siparietto durava non meno di sei minuti, fino a che, inzigato dalla cricca di Monfils, il giudice di sedia comminava un penalty point a Fabio, imponendo la ripresa.
Infilava tre punti di fila Fabio, veniva ripreso e in un lunghissimo game annullava tre mortali palle break per issarsi al cinque a quattro.
Monfils iniziava a essere preda dei crampi, mentre ormai il buio ammantava la scena.
Guardavo il centrale, cosi buio e spettrale, con le luci gialline che occhieggiavano sul campo e mi sembrava la Fortezza Bastiani, persa nel deserto, mentre Fabio, il volto accigliato, incredibilmente somigliante ad Helmut Berger, la divisa macchiata di un rosso sanguinante, vedeva i fantasmi, o i draghi contro cui combatte, come li chiama Fulvio.
Annullati miracolosamente due match point, Monfils disperato serviva per rimanere vivo, rintanarsi finalmente negli spogliatoi, rimandare al giorno dopo.
Fabio giocava un drop non impeccabile, Gael stremato metteva in rete.
Era il terzo match point, quello decisivo, “alleeeeeeez” ho scritto nei miei appunti e già accarezzavo la tastiera del mio blackberry, un sms diretto a poche decine di metri dal centrale, al mio francessissimo sciovinista amico Pierre Combet del Tennis Club de Paris.
Avveniva allora che Monfils ormai bollito, servisse una palla talmente lenta che fosse nemmeno l’ultimo degli NC.
Sbalordito, Fabio colpiva un dritto che finiva fuori di un metro.
Atterrata mestamente out la Dunlop, mi auguravo un ultimo sprint, ma due scambi giocati a velocità minima dai due, ormai spossati, portavano a due errori di Fabio, alla parità, alla finale posposizione della vicenda al giorno dopo.
Imprecava Fabio all’uscita del campo, conscio di dover essere sotto la doccia, coccolato finalmente per un impresa insperata, mentre invece una lunga notte popolata di neri folletti si affacciava all’orizzonte.
Mai come in questa occasione la vittoria è stata un ombra nel deserto, un divenire atteso vanamente sugli spalti di una fortezza desolata.
Allez Tenente Fognini.
Andiamo a prendere i Tartari oggi.
Archivio di maggio 2010
La Fortezza Bastiani del Tenente Fognini
giovedì, 27 maggio 2010Note da Parigi 2 ( oh la la la feat. Crepe Suzette)
mercoledì, 26 maggio 2010Aggiornamento, in differita, della giornata di ieri (colpa di Bisti).
I nostri hanno vinto ed è già una cosa bella.
Campo 17 :
prima della cronaca una nota di moda; Starace ha un look improponibile, va detto.
Possibile che non trovi uno straccio di sponsor ?
“Eppure l’è un bel fiulett”, avrebbe detto mia nonna, anche se non avrebbe gradito le ascendenze borboniche, for sure.
Maglietta bianco sporco slabbrata, calzoncini di spugna blu no logo, asics nere, fascia fermacapelli Pacific, racchetta no logo Fisher, insomma, Lord Brummel si sarebbe rivoltato.
Tornando ai fatti ; Marchenko , braccio di legno e volto rosseggiante è partito sparato, Poto ha un po’ pasticciato , poi quando il russo è sceso di intensità non c’è stata più partita e Poto l’ha massacrato a liftoni e palle corte.
Nota : Flavia Pennetta in tribuna a tifare.
Siamo poi (geograficamente) scesi al campo numero 4, dove una folta pattuglia era all’angolo del nostro Andreas ; Max Sartori, moglie e figlie, il direktor, Barbara Rossi, Myself e Claudio Pistolesi, componevano il crew.
Già che siamo alle note di moda, devo dire che Santiago Ventura ha vinto l’award per il look peggiore del torneo ; completo arancione e grigio, scarpe gialle (!).
Andreas, candido nel suo completo Fila, ha vinto di tre incollature ( e sets).
Sono arrivato sul set point per Ventura nel primo set, ho pasticciato col cellulare nella piccola zona riservata alla stampa, Ventura mi ha dato un occhiataccia, quindi
ha sciupato, restituito il break con un doppio fallo e Seppi è filato liscio per un set e mezzo.
Si è un po’ inceppato nel terzo, ma il tignoso Ventura ha ben dimostrato come mai quest’anno ha vinto solo due partite. Assolutamente scatenato in drop shot improbabili e doppi falli nei momenti topici.
Bravo comunque Andreas a restare bello ordinato.
In mattinata, sempre sul 17, avevo visto la Brianti, che gioca benissimo a tennis, rimediare una stesa dalla Zvonareva, un po’ scesa in classifica, ma rimane un altro livello.
Note sparse.
Avete mai visto giocare Rajiev Ram ?
Beh, è una copia (non conforme) di Sampras.
Avete presente quando da ragazzini copiavate le movenze e lo stile del vostro idolo ?
Ram è uguale.
Stesso movimento di servizio, stesso dritto con il classico mulinello e il braccio sinistro a seguire, stesso rovescio a una mano.
Ovviamente è più scarso, ( altrimenti lo avreste già visto in giro).
Veniamo a uno dei miei preferiti.
Dogopolov Junior.
A parte che è molto divertente ; movimento di servizio velocissimo e insidioso, bakkoni tirati a tutto braccio senza margini di sicurezza, codino, sembra un folletto impazzito.
Ieri è riuscito a battere Clement (tiè) in 5 sets e più di tre ore, giocando con le maniche LUNGHE !
Mi fermo qua.
Au revoir.
Note da Parigi 1
mercoledì, 26 maggio 2010Alcune note da questo ” caldissimo” torneo, in effetti, come diceva Luca Marianantoni, fa
piu caldo che in Australia, con l’aggravante che praticamente non c’e’ un angolo d’ombra
su nessun campo, salvo la fantastica e ventilata tribuna stampa del Philippe Chatrier,
posta proprio sotto il primo anello dello stadio.
Il problema e’ che andando in giro per partite… si cuoce come uova.
E’ infatti curioso vedere come si muove questa enorme folla abbronzata o meglio ormai
abbrustolita : tedeschi rossi come aragoste, altri che sembrano ormai Carlo Conti.
Non capisco come l’organizzazione non doti di cappellini i ball boys, che vedo sprintare
sui campi sempre piu faticosamente.
Mia moglie (cuore di mamma), guardava perplessa alcuni ragazzini stravaccati sotto le
tribune del campo numero 2, dopo un turno particolarmente faticoso, erano veramente
distrutti.
Note dai match :
Fognini ha pennellato (primo set), pasticciato (secondo), buttato via (terzo), remato
(quarto), (ringhato) quinto e ha portato a casa per la felicita’ di papa’ Fulvio, che mi
sembrava piu distrutto di lui.
Il direktor a meta’ del quarto set e’ stato vittima di allucinazioni , mi ha chiesto su
che campo giocasse Lea Pericoli, quindi si e’ ritirato per bere , altrimenti non lo
ritrovavamo piu’.
Bolelli ci ha provato, onestamente Pablo Andujar, vecchio aficionado del mio club, ha
giocato un buon match, sopratutto nei punti fondamentali.
Il Bole mi sembrava stanco, ha lottato due set quindi ha un po’ sciolto.
Ho visto il match vicino alla (deliziosa) moglie Xmena, che sembrava una dama di altri
tempi, ombrellino parasole, piedi nudi.
Visto anche il buon Lorenzi, il senese ha remato finche’ poteva, vinto il primo, qualche
buona occasione per smontare Beck nel secondo, quindi la diagonale dritto mancino del
tedesco, rovescio di Lorenzi, ha preso il sopravvento ed e’ finita li.
Tra le donne ho dato un occhio alla Vinci, partita giudiziosa contro una nervosa Razzano
( sempre bello battere una francese), mentre la Tati Garbin ha vinto lottando e
annullando 3 match point, contro una tedesca che gioca mica male ( sa perfino fare serve
and volley).
Allora, molte altre note sul taccuino ma i match chiamano.
A domani.
Metti un week end a Salso
giovedì, 6 maggio 2010In compagnia del Direktor, del teacher, di mogli e affini, ho passato un (piacevolissimo) week end a Salsomaggiore per le fasi finali del torneo junior ITF di grade II.
Il grade II per intenderci, è un gradino sotto il grade I, che hanno solo i tornei dello Slam, più manifestazioni tipo Orange Bowl , Bonfiglio e compagnia bella.
Devo dire che gli organizzatori sono veramente dei grandissimi, non solo perché respiri un’empatia che poche volte capita, non solo nei tornei di tennis ma nelle giornate di tutti i giorni, ma perché senti il vivo attaccamento a un torneo, che è giunto ormai alla 27ma edizione.
Organizzato non da un “circolone”, blasonatissimo, magari pieno di soci incazzati perché non possono fare il doppietto, ma da un civettuolo e delizioso piccolo circolo.
Tre soli campi, curatissimi, in terra rossa, il circolo è situato a Salsomaggiore, cittadina un po’ fanè, meglio conosciuta per le terme, il culatello e il concorso di Miss Italia ( due di queste voci sono collegate, fate voi)..
Pensate, ventisette edizioni, più di quattrocento giocatori per edizione, un palmares che include dei giocatori mica male.
Per intenderci, tra gli altri ; il grande picchiatore argentino Franco Davin, lo svedese Pim Pim Johansonn, il mitico volleatore Michel Llodra, Gaudenzi, Furlan, e poi Azarenka, Kraicek e una certa Dinara Safina….
Se penso all’impegno per organizzare, mi vengono i brividi.
Eppure, per tutti, sempre sorrisi e massimo impegno.
Sono mille gli aneddoti che mi ha raccontato il grande Tino Alliani, uno dei superboss dell’organizzazione.
Nel corso di una sontuosa cena all’emiliana, mi raccontava,ad esempio, di una nottata passata a mettere gli striscioni su un campo coperto alla Nino Bixio di Piacenza, per far giocare la finale indoor causa pioggia .
Alla fine, tra i boys ha vinto Alessandro Colella, un ragazzo di Torino, mancino, che gioca un tennis fatto di grandi liftoni di dritto, testa, e grande sofferenza.
Ha battuto, va detto, due russi che sembrano promettere di più.
In particolare mi è piaciuto Rumyantsev, un tipino che assomiglia fisicamente al giovane Kaf e ha un grande braccio. Purtroppo testa pochina, data la propensione a entrare e uscire dal match, spesso e volentieri.
Tra le donne ha invece vinto la bielorussa Ilona Kremer , che ha perso 13 games nel primo incontro con la Bulgara Tomova, poi ha rullato tutte, perdendo 11 games nelle altre 4 partite.
Note di folklore ; match di doppio tra il sottoscritto/teacher, contro Daniele Rosa , sponsor del torneo e Wolfgang, organizzatore dell’ITF di ortisei. Giocato a fianco di quello ove si disputava la finale di doppio maschile.
Per la vergogna non ho osato guardare la tribuna gremita, per le due ore e passa del nostro incontro.
