La speranza Trevisan

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Ho visto che Matteo Trevisan sta cominciando a fare dei buoni risultati: potrebbe essere lui il campione che l’Italia aspetta? Ettore Vicentini (Torino)

Bisogna andarci con i piedi di piombo. E’ chiaro che Trevisan è dotato di un gran braccio e che i suoi problemi erano (e credo siano) legati soprattutto all’aspetto fisico e a quello psicologico. Tecnicamente ha tutte le armi per diventare un forte giocatore, il resto andrà scoperto conoscendolo meglio. La finale a Caltanisetta è un bel messaggio, ma ne dovranno arrivare tanti altri. Mi piace però sottolineare l’ottimo lavoro di recupero che stanno svolgendo Fabrizio Fanucci e il suo staff. Trevisan l’ho visto l’ultima volta andare a zonzo in quel di Umago, durante il torneo 2009. Frequentava le feste più che i campi di gioco. Lo scrissi e, al challenger di Cordenons, Fanucci (sempre in maniera molto educata) mi disse che non gli erano piaciute certe affermazioni, che Trevisan attraversava un momento delicato (credo anche in relazione a qualche problema familiare), che era infortunato e quindi non poteva allenarsi. In ogni caso, l’atteggiamento mi sembrava da superdivo più che da giovane a caccia di successi (tennistici). Ma erano solo impressioni. Mi preoccupava di più il discorso che portava avanti lo stesso Fanucci, che mi diceva che Trevisan era talmente indietro atleticamente che se correva su una smorzata rimediava uno stiramento! Fanucci e Trevisan devono aver lavorato tanto e bene, se Matteo ha vinto diverse partite al terzo set. E pensare che Infantino, al quale la FIT aveva affidato il giovane talento, mi diceva avesse poca voglia di soffrire. Ora aspettiamo di vedere se riuscirà a salire di livello e come reagirà nel confrontarsi col tour maggiore. Matteo lo ricordo bambino “scoperto” dal tour One Shot dell’amico Mauro Landoni. Ritrovarlo dall’Isola d’Elba a Roland Garros sarebbe un vero piacere.

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