Archive for aprile, 2010

Cosa ha insegnato Barcellona-Inter

giovedì, aprile 29th, 2010

barcellona inter

Credo che i tennisti italiani che hanno guardato Barcellona-Inter dovrebbero imparare dallo spirito di sacrificio messo in mostra dalla squadra di Mourinho: cosa ne pensa? (Fabrizio Corbetti, Milano)

Quel che afferma è certamente vero: abnegazione e coraggio dei giocatori dell’Inter sono stati ammirevoli (anche se non abuserei della parola eroi). In compenso, il match di ieri sera mi ha fatto riflettere su un paio di considerazioni:

1. Barcellona-Inter è paragonabile ad un Federer-Nadal. Ebbene, se questi ultimi avessero offerto lo spettacolo noioso e tecnicamente scadente a cui si è assistito al Camp Nou, sarebbero usciti tra i fischi.

2. Tra calcio e tennis c’è una differenza sostanziale: nel calcio esiste solo il tifo e, di conseguenza, conta solo il risultato; nel tennis, gli appassionati sono anche praticanti: se ne fregano (quasi sempre) del risultato e tifano per… il bel gioco. Preferisco questa seconda attitudine.

3. I calciatori sono dei gran imbroglioni. Busquests che si butta per terra per una carezza, Piquè che si lancia in proclami di dubbio gusto, i giocatori interisti che si accasciavano per terra appena sfiorati, come li avesse investiti il miglior Tyson. Ma quel che mi irrita di più, è vedere che provano a mentira per guadagnarsi una rimessa laterale da metà campo; è un tentativo continuo di imbroglio all’arbitro. Nel tennis, vai a vedere il segno del rimbalzo e, anche se ti è contrario, non cerchi il furtarello. Se parliamo di sport come educazione per i giovani, il tennis batte il calcio 6-0 6-0.

Le distrazioni contano?

martedì, aprile 6th, 2010

shakira07

Ho visto Rafa Nadal girare un video con Shakira, la Pennetta immortalata su tutte le riviste e ripresa su tutte le tv nazionali: pensa che questo genere di attività possano distrarre e far peggiorare i loro risultati? Valeria Tomatto (Taranto)

I professionisti (veri) sono tali anche fuori dal campo, quindi sanno scegliere i momenti di pausa e svago. E’ chiaro che quando si sale di livello, gli impegni extratennistici (media e sponsor) crescono in proporzione. Non credo siano dannosi, a patto di saperli calibrare nei momenti giusti. Anzi, talvolta possono essere una distrazione… positiva, perché non tutti riescono a pensare al tennis 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno. L’amico Gaudenzi ricorda spesso la storia della black box, la scatoletta nera dentro la quale un tennista professionista dovrebbe chiudersi, senza pensare ad altro: “Se sei un fenomeno, riesci a starci dentro 2-3 anni. Nemmeno Muster ci è rimasto più a lungo”. Ecco dunque che anche Nadal e Pennetta possono essere stati un pochino distratti (ma anche soddisfatti e ben remunerati) da impegna extra-tennistici, ma non penso che questo abbia particolarmente influito sul loro rendimento in campo. E’ stato bravo Nadal a prendere una società di comunicazione (la B1PR) che cura tutte le sue attività di public relation, creando un filtro indispensabile. Qualche dubbio in più me lo lascia la loro partecipazione ai tornei di doppio: da un lato (come dice Nadal) è un modo divertente per sostituire una sessione di allenamento; dall’altro però può interferire con la programmazione. L’ultimo caso è proprio quello di Flavia che ha (brilantemente) vinto il torneo di doppio al Tier I di Miami ma arriverà stanca e poco preparata sulla terra battuta al primo appuntamento stagionale sul rosso di Marbella, dove è tra le favorite del torneo e potrebbe conquistare punti importanti per il ranking… di singolare.