In questo caso, non ho avuto bisogno di una e-mail scritta: son bastate telefonate di alcuni amici che mi chiedevano conto di quanto scritto da alcuni quotidiani (in primis Tuttosport, articolo a firma di Piero Valesio) circa l’assenza di Fabio Fognini nel match di Coppa Davis contro l’Olanda. Il comunicato che avevamo pubblicato (il sottoscritto è il manager del giocatore ligure) mi sembrava piuttosto chiaro. Non deve esserlo stato per tutti, quindi chiarsico nuovamente e in maniera (spero) ancor più precisa.
punto 1: Fognini ha deciso di chiedere il parere di un terzo medico perché i due che lo avevano precedentemente visitato, avevano dato responsi discordanti. Una visita ulteriore era dunque d’obbligo.
punto 2: in ogni caso, la questione non è essenzialmente medica. Fognini ha solo voluto informare, in maneria onesta e responsabile, che le sue condizioni generali, non solo quelle del polso, erano approssimative. Non ha mai detto di non voler giocare, semplicemente ha messo al corrente il capitano di quale fosse il suo rendimento attuale e che, in più, la precaria situazione del suo polso avrebbe potuto impedirgli di giocare cinque set. Avrebbe. Non ha mai detto di non poter scendere in campo perché infortunato. Detto questo, la scelta era di Barazzutti: convocare Fognini nelle condizioni illustrate o affidarsi ad un altro giocatore? Barazzutti ha optato per quest’ultima soluzione. Al contrario, avesse comunque scelto Fabio, il ligure (già d’accordo col suo coach Oscar Serrano) si sarebbe fermato a Roma, allenato il più possibile e offerto il 100% delle sue attuali possibilità, fosse stato schierato in campo.
punto 3. Perché ha giocato Belgrado? Perché il terzo medico interpellato ha dato il via libera. E perché si tratta di un torneo individuale. Da libero professionista, credo possa scegliere se giocare anche in cattive condizioni di forma, anche con un polso a rischio. Affari suoi. Quando invece si gioca per la squadra, è doveroso quantomeno informare il capitano della propria condizione.
Oppure sarebbe stato meglio, viste le critiche ricevute, far finta di niente? Dire che era tutto ok, che si sentiva al 100%, che meglio di così non poteva stare? E magari ritrovarsi a disputare un match decisivo e doverlo giocare in cattive condizioni o, ancor peggio, essere costretto al ritiro? Sarebbe stata questa la scelta più intelligente? Pensare a se stessi e a non ricevere critiche? Beh, sapete quello che sarebbe successo? Che le stesse persone che ora lo criticano avrebbero detto: “Ma dovevi avvisare il capitano se non eri al 100%!”.
Fognini non ha fatto la scelta più facile, non ha fatto quella più conveniente, certamente ha fatto quella più onesta e responsabile.
Ora dovrebbe essere tutto chiaro. Anche se son quasi certo che ci sarà qualcuno che continuerà a far finta di non capire.