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La stella di Ernests Gulbis è finalmente esplosa agli Internazionali d'Italia
La vittoria su Roger Federer a Roma fa tornare prepotentemente di attualità questo articolo pubblicato circa un mese e mezzo fa, in cui potrete apprezzare un ritratto inedito di Ernests Gulbis. Lo ha realizzato la giornalista lèttone Anda Burve Razite.
TennisBest - 11 Marzo 2010
Ci è voluto un pò di tempo, ma il talento di Ernests Gulbis sembra finalmente esploso. Di lui si parla da almeno tre anni: si fece notare la prima volta quando giunse in semifinale, ancora 18enne, al torneo di San Pietroburgo. Da allora una continua escalation, culminata con gli ottavi allo Us Open 2007 (leggendaria la "stesa" rifilata a Tommy Robredo) e i quarti al Roland Garros 2008, quando perse in tre set lottati da Novak Djokovic. Si arrampicò fino al numero 38 ATP, poi si è rotto qualcosa. Lo scorso anno ha vissuto una stagione disastrosa, perdendo in 12 occasioni al primo turno a 14 al secondo. Il momento più difficile è giunto a Stoccolma, quando è stato arrestato dalla polizia svedese mentre rientrava in hotel occompagnato da un paio di prostitute. Dallo scorso settembre, tuttavia, si allena con Hernàn Gumy. Il coach argentino sembra avergli ridato forza e vigore: due quarti di finale a fine stagione sono stati il viatico per l'ottimo inizio di 2010: quarti a Doha (ha perso solo da Federer), semifinale a Memphis e il primo successo a Delray Beach. A Settembre era uscito dai primi 100, adesso è già numero 45 e si prepara a vivere da protagonista i tornei di Indian Wells e Miami. Ecco la sua storia, raccontata direttamente da mamma Milena. Una chicca davvero imperdibile. (Ri.Bi.)
Di Anda Burve-Razite *
Se avete un ragazzino che si aggira per casa chiedendovi di fare sempre qualcosa di nuovo, non spaventatevi: potrebbe essere un "semina zizzania", certo, ma anche un tipo alla Ernests Gulbis. Appena giunta la notizia che Gulbis si era qualificato per i quarti di finale a Roland Garros, l’emittente televisiva LTV non ha perso tempo e trovato un video di mamma Milena con il 15enne Ernests che sprintava nel giardino di casa urlando “Sportsman!”, quando la madre gli chiedeva cosa avesse voluto fare da grande. Ha cominciato ad allenarsi al centro tennis di Jurmala ma al principio nessun maestro lo voleva: “E’ troppo piccolo” disse il suo primo coach, Valdis Ginters. Il bambino era un vero competitor e già sfidava ragazzi di tre-quattro anni più grandi. “E’ lì che è nata la sua famosa smorzata” racconta, sorridendo, mamma Milena.
Grazie alla nonna
Se dunque Ernests non fosse stato così super attivo da obbligare la madre a trovargli un modo per sfogare tanta energia, probabilmente non avremmo mai visto il suo servizio-bomba. Nonna Gulbis (Irina), moglie di un celebre attore (Uldis Pucitis) ha molto aiutato Milena nell’educazione del piccolo Ernests. I Gulbis hanno divorziato quando Ernests era ancora un bambino: la 22enne attrice studiava recitazione e aveva già preso parte a qualche film. “Ernests si attaccava tantissimo ai miei amici attori, da Ivars Stonins a Uldis Anze. Gli mancava terribilmente una figura maschile al fianco”.
Era impossibile metterlo in un angolo e farlo giocare con il Lego: “Baba, passa!” gridava alla nonna che dopo veniva inesorabilmente infilata con un goal in mezzo alle gambe.
Agli inizi degli anni 90, il tennis non era uno sport molto praticato in Lettonia: “Era lo sport dei ricchi, accessibile solo a poche, selezionate famiglie – ricorda Milena - Noi eravamo attratti dall’arte ma Ernests cominciò a giocare nel 1993, grazie a sua nonna”. Nel 1984, Cherkasov, Pugayev e Chesnokov, le star russe del tennis in quel momento, arrivarono a Riga per un torneo. La nonna era ancora una giovane e bellissima donna che fu colpita dalla “febbre del tennis” e, da autodidatta, divenne una discreta giocatrice. Convinse tutti i colleghi a giocare e, più tardi, anche suo nipote. “Tutti possono imparare a giocare a tennis – continua Milena - Mio marito (quello attuale, Gintars Kavacis, ndr) ha iniziato a 40 anni e adesso gioca perfino dei tornei”. Lei stessa ha provato “Ma mi sono subito accorta di essere brutta sul campo. Non ho mai imparato lo stile di mio figlio”.
Un bambino vivace ed intelligente
Ernests giochicchiava con la pallina a 2 anni: “Nessuno mi crede quando lo racconto" sorride Milena. I Gulbis tenevano palline di ogni genere, dure e morbide, grandi e piccole, in ogni angolo della casa ed Ernests ha martellato tutti i muri, al punto di dover installare del materiale isolante per non disturbare i vicini. “Non gli piaceva lavorare attentamente su qualcosa per troppo tempo – dice Milena -. Quando aveva 4 anni, già sapeva leggere e contare”. E lui non ne aveva mai abbastanza: “Baba, insegnami questo, Baba insegnami quello”, insisteva. Imparava i giochi alla velocità della luce e appena vinceva spesso, come a Monopoli, perdeva ogni interesse. Il bambino andava sempre calmato e, appena compiuti i sei anni, iniziò la scuola. Ernests non ha mai avuto problemi nello studio. “E’ come se avesse avuto un piccolo calcolatore in testa e apprendeva tutto molto rapidamente”, nonostante tornei ed allenamenti non gli consentissero di essere presente a scuola tutti i giorni. Milena lo descrive come uno sprinter, non certo un maratoneta: “Dà il massimo, si gode il momento ma si annoia anche molto presto”. Arrivati a 12 anni, le strutture in Lettonia erano diventate inadeguate ai suoi progressi e soprattutto non c’erano coach con esperienza internazionale. Anzi. “La Federazione lettone ci ha pure messo i bastoni tra le ruote – ricorda Milena – perché non rientrava nei loro piani.. Era troppo, per loro”. Il padre di Ernests, Ainars Gulbis, (noto uomo d’affari e proprietario, tra le altre cose, di un gasdotto n.d.r.) ha sempre coperto gli enormi costi dell’attività all’estero: “Ci ha sempre aiutato finanziariamente. Strano perché spesso gli uomini, dopo il divorzio, spariscono!”.
Il trasferimento in Germania
Ma oltre ai soldi, servivano anche informazioni. Milena ha usato Google per trovare un buon coach e la miglior accademia possibile in Europa: quella di Nikki Pilic a Monaco di Baviera. “Come Ivanisevic” pensò Pilic vedendo la velocità delle dita del giovane Ernests mentre giocava col telefono. La possibilità di lavorare con uno dei più grandi coach del mondo è stato uno dei momenti chiave nella carriera di Gulbis, anche se la madre ancora adesso non vuole parlare di quel che provò nel lasciare solo suo figlio a 13 anni in un paese straniero. Però sapeva anche che non c’era altra scelta se voleva diventare un fuoriclasse. Il momento più difficile è arrivato a 16 anni, quando Ernests ha abbandonato i tornei juniores per dedicarsi a quelli professionistici. Piccoli tornei dove perdeva quasi sempre subito. “Tornei da 10.000 dollari di montepremi dove giocavano tipi di 30 anni che cercavano i soldi per sopravvivere” ricorda Milena. Coach Nikki Pilic ha aiutato il suo pupillo non solo professionalmente ma anche a livello umano. Se si giocava in Europa, andavano insieme in macchina, dividevano la camera in hotel. Ora Ernests guadagna abbastanza di suo: ad oggi ha guadagnato quasi un milione e mezzo di dollari, sponsor esclusi. Però non pensate ad una giovane star miliardaria che spende e spande: “Viaggia in business ma non è tipo da eccessi” giura la madre. Son passati anche i tempi in cui si sedeva con il primo marito Ainars, studiando tutte le tappe del calendario ATP: “Ci preoccupavamo solo che viaggiasse per l’Europa, senza dover andare in Africa o Australia”. Milena passava le ore a camminare su è giù se non poteva accompagnare il figlio ai tornei o non lo vedeva in tv; ma adesso che è cresciuto “Non so nemmeno quale sarà il suo prossimo torneo e qualche volta vado su Internet per scoprire… dove si trova!”.
Obiettivi segreti
Ora Gulbis ha un nuovo coach (l’argentino Hernan Gumy, che lo segue dal Settembre 2009, ndr) perché qualche volta è importante cambiare guida per crescere professionalmente. “Questo è il mio destino . continua Milena -. Prima ero la figlia di Uldis Pucitis, ora sono la madre di Ernests Gulbis”. La famiglia resta la priorità per mamma Milena, che forse dovrà seguire anche la figlia avuta dal suo secondo matrimonio: si chiama Monika, ha 11 anni e dimostra buone doti. Non pensa nemmeno di aver gettato al vento una bella carriera di teatro: “Non avevo abbastanza energie. Ernests potrebbe essere un bell’attore: ha una mente che analizza ogni situazione e suscita molte emozioni. Tiene tantissimo alla sua sorellina, agli animali e può piangere per un film. Ma può anche far vedere la sua parte più dura, come quando combatte fino in fondo per vincere un match”. La scena che si ripete ai cambi di campo (Gulbis che si siede con l’asciugamano in testa) non è semplice routine, ma è il suo modo per mantenere la concentrazione, come gli hanno insegnato in tante lezioni di psicologia. Ma Ernests nbon rivela quali sono i suoi reali obiettivi. Novak Djokovic (col quale si è allenato spesso all’Accademia di Pilic) ha detto di essere contento che un’altra giovane promessa sta ottenendo così tanto successo. E lui continuerà a farlo sempre con la bandiera lettone sotto braccio. Lo dice anche sua madre: “E’ un patriota e lo sarà per sempre”.
Anda Burve Rozite è una giornalista lèttone e si occupa di lifestyle. Ha collaborato a lungo per "Diena", uno dei due giornali più importanti del paese. |
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