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RITORNO AL...FUTURE (Parte 3)


Stefano Ianni è uno dei cinque italiani nei quarti di finale a La Spezia

Di Riccardo Bisti - 29 Luglio 2010

Il sorriso di Alessandro Giannessi era di quelli veri. Dopo due sconfitte consecutive (a Mestre e Padova) ha “finalmente” superato Matteo Marrai e si è preso un posto nei quarti di finale al Future di La Spezia, nel circolo che lo ha visto nascere e crescere. Ci teneva da matti, e siamo certi che avrebbe volentieri barattato le due sconfitte del mese scorso per una vittoria sotto casa. Sul piano strettamente numerico non è la vittoria più prestigiosa della sua giovane carriera: un paio di mesi fa ha superato Dominik Hrbaty, poi lo scorso hanno si era imposto su Johannes Ager (n. 327 ATP). Quella contro Marrai (n. 397) è però una vittoria importante, i cui significati vanno oltre i miseri 4 punti ATP (si, avete letto bene, quattro) messi in saccoccia e la gioia di proseguire l’avventura nel torneo di casa. E’ una vittoria importante perché lo riporta davanti a uno scoglio ancora non superato, quello dei quarti di finale in un torneo Future. Li ha già raggiunti sette volte, senza mai superarli. Oggi ci proverà contro Francesco Aldi.

Margini di miglioramento
Giannessi è il 37esimo italiano nella classifica ATP, ma è il primo tra quelli nati dopo il 1 Gennaio 1990. E’ ancora un baby, nonostante sia leggermente indietro rispetto ai più forti coetanei. Per questo va seguito, anche perché in più occasioni ha dimostrato di avere il tennis per competere ad alti livelli. Il ricordo delle recenti sconfitte contro Marrai è stato bilanciato dalla motivazione di giocare nel proprio club, davanti a qualche centinaio di spettatori tutti per lui. A parte il 6-2 3-6 6-3 finale, la buona notizia per il ligure è che i margini di miglioramento sono ancora grandi. Fa ancora una gran fatica con il rovescio bimane, con il quale raramente riesce ad essere aggressivo. Gli avversari lo sanno e cercano di picchiare sulla ferita. A volte esagera nello spostarsi sul dritto, lasciando 7-8 metri di campo alla sua destra. Già a metà del secondo set è parso piuttosto affaticato, poi si è ripreso ed ha giocato un terzo set di puro corazon, sfruttando un passaggio a vuoto di Marrai nell’ottavo game. Difficile capire dove potrà arrivare: certamente il compito di coach Nicola Ceragioli (l’unica persona che Alessandro cercava con lo sguardo durante il match, come a esorcizzare la tensione) è difficile ma affascinante. Dopo aver stretto la mano a Marrai (ed aver mandato papà Giovanni all’Esselunga a comprare due buste di integratori) è sceso in campo in doppio, dove con Flavio Cipolla ha superato Capone / Simoni e si è preso un posto in semifinale.

Bum Bum Brydolf
Il torneo spezzino ha un altro protagonista, stavolta inatteso. Fossimo in Thomas Enqvist, capitano della Davis svedese, daremmo un’occhiata a Patrik Brydolf (n. 852 ATP), biondone dal tennis dirompente. Al primo turno ha infilato una grande sorpresa battendo Andrea Arnaboldi, oggi giocherà nei quarti contro Checa Calvo. Ha appena 18 anni, ma tira mazzate da tutte le parti. Ha spinto Arnaboldi addosso ai teloni, obbligandolo ad affannose rincorse. Tra meno di mesi la Svezia ci ospiterà a Lidkoping. E’ una provocazione, ok: ma anziché chiamare gli ex giocatori come Thomas Johansson (che, tra l’altro, mi dicono essere in condizioni improponibili per giocare a certi livelli) perchè non dare un'occhiata a Brydolf? In realtà, a leggere il suo record sembrerebbe una pippa, mentre in riva al Golfo dei Poeti sta facendo il fenomeno. Qualche giorno fa avevo menzionato il giovane francese Pierre Hugues Herbert, ma dopo aver visto Brydolf punto su di lui come “stella” lanciata da questo torneo. Un paio d’anni fa pronosticai un sicuro avvenire a Benoit Paire, chissà che lo svedese non possa fare ancora meglio. Mi rendo conto, tuttavia, che si tratta di una scommessa bella e buona. Magari potrebbe cominciare col fare meno falli di piede: contro Arnaboldi ne commetteva a iosa, anche clamorosi, ma non gliene hanno chiamato neanche uno.

Storie da Future

I tornei Futures sono il teatro di storie folli ma anche di scene divertenti. Lo Sbandieratore Solitario è diventato una specie di mascotte del torneo: gira sempre armato di macchina fotografica e immortala tutti, ma proprio tutti. Hanno anche “ufficializzato” la sua figura, facendogli un badge che gli permette di accedere alle (poche) aree riservate. Dopo aver battuto Claudio Grassi, il francese Florian Reynat, già definito “il Ferrer dei poveri” si è sciolto contro Stefano Ianni, alla 32esima vittoria stagionale. Questo Reynet è una testa calda, quasi folle. Furioso con se stesso, ha vinto un punto tirando un colpo dietro la schiena salvo poi auto-umiliarsi sputando per aria e buttandosi sotto lo sputo per infliggersi la propria saliva. Ianni ha ringraziato e ha portato a casa un bel 6-1 6-4. Nei quarti se la vedrà con Hans Podlipnik Castillo, giustiziere di Colella e noto nel suo paese per aver battuto Fernando Gonzalez in qualche misterioso match di allenamento. In chiusura, vale la pena riportare la scena più divertente: mentre Marrai e Giannessi lottavano sul centrale, sul campo 2 si giocava il doppio Fabbiano / Trusendi contro Della Tommasina / Sinicropi. A un certo punto,
un poderoso urlo zittiva il club intero. “Noooooooo!!!! Vado a Roma e non vedo il Papa!”. E’ uno dei più originali commenti mai dedicati a un errore gratuito. Non è dato sapere, per ora, chi sia stato a pronunciarlo.

RITORNO AL...FUTURE (Parte 2)

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