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La premiazione del torneo challenger di Poznan
Di Riccardo Bisti - 27 Luglio 2010, H. 15.40
Non sono moltissimi gli Under 20 con grandi prospettive. Ci sono i volti noti come Dimitrov, Krajinovic, Harrison e Tomic. Un po’ più grandicelli sono Federico Del Bonis e Ricardas Berankis. Tutti già famosi, tutti sponsorizzati. Un po’ meno noto è Andrey Kuznetsov, 19enne russo proveniente da Tula, cittadona di 500.000 abitanti nel cuore della Grande Madre Russia. Eppure i risultati parlano per lui: lo scorso anno ha vinto il titolo junior di Wimbledon, assicurandosi una wild card per l’edizione 2010 (dove ha lottato per cinque set contro Hanescu). Sull’onda del successo londinese avrebbe potuto svolgere una programmazione presuntuosa, magari sfruttando qualche wild card di troppo. Invece ha optato per la strada dell’umiltà, quella che si percorre a fari spenti, dove non ti vede nessuno. Già numero 300 ATP in Gennaio, ha alternato Futures e Challenger. E i risultati sono lentamente arrivati. Ha vinto un torneo in Kazakistan e nei giorni scorsi si è consacrato a livello challenger, cogliendo una prestigiosa finale a Poznan (85.000€, terra). In finale si è arreso all’esperto Denis Gremelmayr, ma il protagonista è stato il figlio di Alexander, che lo ha avvicinato al tennis una quindicina d’anni fa e non lo ha mai mollato. Nel suo percorso non ha battuto fenomeni (spicca il successo su Rui Machado), ma tutta gente che non si batte da sola. E pazienza se in finale è arrivato un po’ sfibrato dopo un match-maratona contro Dusan Lojda.
Completo e funambolico
I numeri sono dalla sua parte: Krajinovic, Harrison, Tomic e Dimitrov sono più famosi di lui. Hanno avuto interviste, copertine, assaggi di gloria. Eppure la classifica ATP premia Kuznetsov, solo omonimo del giocatore americano Alex. Oggi è numero 181 ATP, salirà in fretta. Noi lo abbiamo visto a Bergamo e abbiamo scoperto un giocatore completo, acerbo ma funambolico. Il bello di Kuznetsov è che gioca bene su tutte le superfici: a Poznan si è adattato benissimo alla terra, ma l’exploit di Wimbledon non è stato un caso. Un mese fa è andato a Eastbourne, ha superato le qualificazioni e un turno nel tabellone prima di lottare alla pari con Gilles Simon. Non è un caso che abbia dichiarato che le sue superfici preferite sono “terra ed erba”. Ama il calcio e mostra i suoi 19 anni quando gli chiedono qual è il suo colpo migliore: “Naturalmente quello tra le gambe!”. Al di là di questo, sembra un giocatore su cui puntare. Perché viene da una famiglia di sportivi (la mamma è una preparatrice atletica), gente in grado di tenerlo a bada. Anche per questo non gli hanno concesso neanche un giorno di riposo, spedendolo subito a Saransk. Per andare a riposarsi a Balashikha, dove risiede, ci sarà tempo.
L'Italia di Andujar e Bohli
La settimana ha proposto addirittura due tornei italiani: Orbetello (64.000€, terra) e Recanati (30.000€, cemento). Nella tappa toscana, che gode della benedizione dell’Onorevole Giuliano Amato (appassionato tennista e Presidente Onorario del Club) si è imposto lo spagnolo Pablo Andujar, che aveva un conto aperto già dall’anno scorso. Allora si arrese a Dolgopolov, stavolta ce l’ha fatta. In finale ha superato 6-4 6-3 l’eleganza di Roger Vasselin. L’Italia si è difesa con Paolo Lorenzi, buon quartofinalista, ma soprattutto con Gianluca Naso. Il buon “Giallo”, reduce da un periodo difficile, ha sfruttato un pizzico di buona sorte ed ha giocato una buona partita contro Roger Vasselin. Il siciliano ha 23 anni, è indietro ma può ancora dire la sua. Per lui vale lo stesso discorso fatto per Arnaboldi: giovani, forti, in difficoltà, ma non devono mollare. Non deve mollare neanche Federico Gaio, omaggiato di una wild card e superato da Robin Haase. L’impatto con il circuito ATP non è stato facile per il romagnolo, ma l’età è tutta dalla sua parte. A Recanati non c’era un gran tabellone: alla fine si è imposto lo svizzero Stephane Bohli, vincitore in finale su Adrian Mannarino. La curiosità è che qualche immagine di questo match è andata in onda su “Studio Sport”, il noto TG sportivo di Italia 1. Il miglior italiano è stato Riccardo Ghedin, autore di una buona vittoria su Jan Hernych. Ha passato un turno il lituano di bergamo Laurynas Grigelis, mentre c’era in tabellone Giacomo Miccini, subito sconfitto da Klec.
Ball vince sul cemento
Non è finita qui: la stagione americana sta via via entrando nel vivo: a Lexington (50.000$, cemento) si è imposto il bombardiere australiano Carsten Ball, che ha dunque difeso buona parte dei punti colti l’anno scorso al torneo ATP di Los Angeles, dove giunse in finale. Nel match clou ha superato un habitué di questi tornei come Jesse Levine. Nessuna sorpresa neanche a Penza (50.000$, cemento): anche in Russia si è imposta la prima testa di serie. Mikhail Kukushkin ha sublimato la grande settimana del tennis kazako dominando dalla prima all’ultima palla, cedendo un solo set in finale a Konstantin Kravchuk. In tabellone c’erano 20 giocatori russi o ex-sovietici.
Challenger Ranking 2010 (Aggiornato al 26 Luglio)
| Ramirez Hidalgo Ruben |
Spa |
432 |
| Kukushkin Mikhail |
Rus |
358 |
| Gremelmayr Denis |
Ger |
349 |
| Dabul Brian |
Arg |
334 |
| Berlocq Carlos |
Arg |
326 |
| Przysiezny Michal |
Pol |
313 |
| Beck Karol |
Slk |
296 |
| Del Bonis Federico |
Arg |
291 |
| Mayer Florian |
Ger |
281 |
| Volandri Filippo |
Ita |
273 |
| Riba Pere |
Spa |
271 |
| Andujar Pablo |
Spa |
260 |
| Young Donald |
Usa |
258 |
| Dolgopolov jr. Oleksandr |
Ukr |
251 |
| Machado Rui |
Por |
251 |
| Soeda Go |
Gia |
243 |
| Lorenzi Paolo |
Ita |
241 |
| Daniel Marcos |
Bra |
238 |
| Giraldo Santiago |
Col |
234 |
| Mello Ricardo |
Bra |
225 |
| Sweeting Ryan |
Usa |
223 |
| Kamke Tobias |
Ger |
223 |
| Bolelli Simone |
Ita |
218 |
| Haase Robin |
Ned |
213 |
| Lu Yen Hsun |
Tpe |
207 |
| Bozoljac Ilija |
Ser |
202 |
| Gil Frederico |
Por |
202 |
| Roger Vasselin Edouard |
Fra |
202 |
| Souza Joao |
Bra |
200 |
| Phau Bjorn |
Ger |
200 |
| Bohli Stephane |
Sui |
198 |
| Niland Conor |
Irl |
196 |
| Muller Gilles |
Lux |
195 |
| Schukin Yuri |
Kaz |
193 |
| Nishikori Kei |
Gia |
190 |
| Brands Daniel |
Ger |
188 |
| Alves Thiago |
Bra |
186 |
| Ungur Adrian |
Rom |
185 |
| Vagnozzi Simone |
Ita |
184 |
| Golubev Andrey |
Kaz |
183 |
| Ball Carsten |
Aus |
176 |
| Rosol Lukas |
Cec |
174 |
| Minar Ivo |
Cec |
173 |
| Berankis Ricardas |
Ltu |
169 |
| Nieminen Jarkko |
Fin |
165 |
| Brown Dustin |
Jam |
164 |
| Ramos Vinolas Albert |
Spa |
162 |
| Matosevic Marinko |
Aus |
159 |
| Ouahab Lamine |
Alg |
156 |
| Junqueira Diego |
Arg |
156 |
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