|
|
|
GULBIS GIOCA, NADAL VINCE |

Ernests Gulbis ha lottato alla pari con Rafa Nadal. Il tennis ha trovato un nuovo protagonista
Di Riccardo Bisti - 2 Maggio 2010
Ha perso, ok. Ma secondo noi è nata una stella. Gli Internazionali D’Italia 2010 (2.750.000€, terra) verranno ricordati come la definitiva consacrazione di Ernests Gulbis, finalmente protagonista nel grande tennis. Ha battuto Roger Federer e per poco non sgambettava Rafa Nadal nella partita più bella del torneo. L’Imperatore della Terra l’ha spuntata ugualmente, ma Gulbis ha giocato alla pari, a tratti anche meglio. Aiutato da un poderoso servizio, con prime palle costantemente oltre i 200 km/h, Gulbis ha risparmiato energie preziose per gli scambi da fondo, in cui raramente è andato in difficoltà. Anzi, in più di un’occasione è stato bravo a reggere con il suo rovescio contro il dritto di Rafa e rovesciare l’inerzia dello scambio per poi pungere con il suo terrificante dritto. Non è un caso che abbia tirato ben 50 vincenti (contro i 18 di Nadal). Dopo un inizio incerto, Gulbis ha trovato un rendimento stellare con i colpi di inizio gioco ed è riuscito a rimettersi in carreggiata e tenere duro fino al 4-4 al terzo. Nell’ultimo game si è disunito, giocando due palle corte senza senso che hanno permesso a Nadal di saltargli sopra ed azzannarlo, firmando il 6-4 3-6 6-4 finale. Il balzo poderoso e l’esultanza post-match di Nadal hanno fatto capire quanto temesse l'avversario.
Un grande Gulbis
Gulbis ha tirato 13 ace (Nadal neanche uno), ma soprattutto ha tenuto una mostruosa percentuale di prime palle (77%!). “Dal secondo set in poi ho perso il timing” ha detto Nadal, ormai ad un passo dal record di vittorie nei tornei Masters 1000 “Gulbis serviva a velocità elevatissime e metteva sempre la prima, così mi ha costretto a giocare difensivo. Con la sua aggressività non riuscivo a giocargli sul rovescio”. Per lunghi tratti c’è stata aria di golpe, ma alla fine è emersa l’esperienza di Nadal. E’ la crudeltà di uno sport come il tennis, dove si lotta alla pari per quasi tre ore e poi bastano un paio di palle per rovinare tutto. A onor del verso, va detto nel terzo set Nadal sembrava più in palla, nonostante una palla break annullata nel primo game. E’ giusto che il finalista sia lui, anche se Gulbis gli ha sporcato le statistiche: gli ha strappato il servizio (non era mai successo in tutto il torneo) e gli ha annullato 10 palle break su 12. “E pensare che ero al comando nella statistica delle palle break trasformate…”. Grazie ai punti conquistati a Roma, Gulbis dovrebbe attestarsi intorno alla 30esima posizione ATP, ma è destinato a salire. Il suo tennis vale i top 10, e sembra aver finalmente collegato braccio e mente. Fino a qualche tempo fa, infatti, il suo limite era la discontinuità. Stare quasi 3 ore in campo contro Nadal è forse il segnale più importante di una ritrovata maturità.
I record di Rafa
Con quattro vittorie al Foro, Nadal è già il più vincente del torneo. Oggi (Ore 16, diretta Sky Sport Extra ed Italia 1) andrà a caccia della cinquina, ma un eventuale vittoria sarebbe un successo storico: battendo David Ferrer, infatti, conquisterebbe il 17esimo Masters 1000 in carriera eguagliando il primato di Andre Agassi e superando Roger Federer, attualmente a quota 16 come lui. Si parla tanto delle battaglie di Federer contro la storia: in questo caso, per la prima volta Nadal gli sarebbe davanti in una graduatoria “All Time”. Dovesse vincere a Roma, tra l’altro, compirebbe un importante passo verso la conquista dello “Slam Rosso”, ovvero vincere i tre Masters 1000 sulla terra più il Roland Garros. Ci è andato vicino in quattro occasioni ma non ci è mai riuscito. A dispetto dell’umiltà nelle dichiarazioni (“Probabilmente Nadal vincerà il torneo”), David Ferrer farà tutto il possibile per vincere il torneo. L’impressione, tuttavia, che il vero ostacolo verso la conquista dello Slam Rosso sia soprattutto il torneo di Madrid, le cui condizioni di gioco sono più complicate per il campione di Manacor.
La vendetta di Ferrer (di Marco Caldara)
Nella prima semifinale, David Ferrer aveva colto la prima finale in un Masters 1000 battendo Fernando Verdasco con il punteggio di 7-5 6-3, vendicando la sconfitta subita la scorsa settimana in quel di Barcellona. Nonostante i 13 match giocati in meno di 20 giorni (che gli sono valsi la finale a Montecarlo e la vittoria in Catalgona), il mancino iberico aveva iniziato la sfida odierna nel migliore dei modi, riuscendo a domare lo spento rivale sino al 5-1 della prima frazione. Da quel momento però gli equilibri in campo sono radicalmente mutati: Ferrer ha ridotto al minimo gli errori non forzati e giocando in maniera più aggressiva ha messo a nudo la stanchezza di Verdasco, lasciandolo al palo e infilando una serie di otto giochi consecutivi, che gli ha permesso di "volare" sul 7-5 2-0. A quel punto "Nando" ha recuperato (da 0-40) il break di svantaggio, provando a raddrizzare la contesa, ma Ferrer si è subito ripreso il break e l'ha mantenuto sino al temine della sfida, chiusa in 90 minuti esatti. I precedenti contro Nadal dicono 10-3 per il maiorchino, battuto per l’ultima volta al Masters di Shanghai nel 2007 (quello in cui Ferrer giunse in finale). L’unica vittoria sulla terra di Ferrer risale al 2004 a Stoccarda, quando Rafa era ancora un bambino. I due si sono trovati la scorsa settimana a Monte Carlo, e vinse Nadal con un facile 6-2 6-3. “Ferru” può provare a fare match pari, ha promesso di giocare più aggressivo, ma i pronostici sono tutti per Rafa. Non potrebbe essere altrimenti. |
|
|