Banner alto
Tecnifibre
PIAZZA DI SPAGNA


Fernando Verdasco ha battuto Djokovic per la seconda volta di fila

Di Riccardo Bisti - 1 Maggio 2010

Tutto normale, tutto come previsto. Si sono ultimati senza sussulti i quarti di finale degli Internazionali d’Italia (2.750.000€, terra). Meno male che c’è Gulbis a vivacizzare la scena, altrimenti avremmo assistito all'ennesima versione degli assoluti spagnoli. Come a Monte Carlo, gli iberici hanno piazzato tre giocatori in semifinale. Gli stessi: Rafael Nadal, Fernando Verdasco e David Ferrer. Allora l’intruso era Novak Djokovic, stavolta è Ernests Gulbis, giustiziere di Federer al secondo turno. Del lèttone si è già detto e scritto tanto nei giorni scorsi: qui vale la pena ricordare la sua capacità di non montarsi la testa dopo l’exploit di Martedì. Negli ottavi ha avuto la forza di battere un ottimo Volandri e 10.000 italiani scatenati, nei quarti ha contenuto il tennis tagliente di Feliciano Lopez, non esattamente un terraiolo DOC ma uno che sa mettere fuori palla gli avversari. Gulbis ha lottato nel primo set, dominando nel secondo. “Mi piace giocare di sera, perché la palla non vola troppo alta, così ho tutto il tempo per preparare i miei colpi”. Qualche mese fa sembrava perso, ma nel tennis non è mai troppo tardi. E dovrà ringraziare in eterno coach Hernàn Gumy, che sta riuscendo nella missione più difficile: farlo lavorare.

Nadal continua a macinare
Nella seconda semifinale in programma oggi (Ore 16, diretta Sky Sport 3 ed Italia 1), Gulbis se la vedrà con Rafael Nadal. Può essere contento: è finalmente terminato il mese di Aprile, in cui Rafa è imbattuto da ben 57 incontri, forieri di ben 10 titoli ATP. L’ultima sconfitta risale al 2005, quando perse da Igor Andreev a Valencia. Nei quarti ha avuto qualche problema solo nel primo set contro Stanislas Wawrinka, poi è filato via facile. “Il primo set è stato complicato, lui serviva meglio di me e teneva con agio i turni di battuta” ha detto dopo il 6-4 6-1 finale “Ma poi ho iniziato a giocare meglio. Ad ogni modo credo di aver giocato meglio a Monte Carlo”. Insomma, la stagione sul rosso ha restituito il Nadal cannibale che tutti conosciamo. Da quando si gioca sul mattone tritato non ha ancora perso un set, ha concesso un massimo di sei giochi a partita e a Roma non ha ancora perso il servizio. Contro Gulbis ha dovuto lottare per vincere entrambi i precedenti (Wimbledon e Madrid 2008), ma stavolta potrà giocare sull’amata terra rossa, laddove le distanze dovrebbero essere ancora più nette. “Ma sarà un’emozione speciale, per me è un bell’obiettivo affrontare Nadal sul rosso” ha detto Gulbis.

La mentalità di Nando
L’altra semifinale (13.30, diretta solo su Sky) offrirà l’ennesimo derby spagnolo tra David Ferrer e Fernando Verdasco. Se la vittoria di Ferrer contro Jo Wilfried Tsonga non ha offerto grossi spunti (6-4 6-1 per lo spagnolo, troppo più a suo agio sul rosso), Verdasco ha dato vita insieme a Novak Djokovic al terzo match più lungo della stagione. Verdasco ha avuto bisogno di 3 ore e 18 minuti prima di imporsi con il punteggio di 7-6 3-6 6-4. Non c'è stato grande spettacolo, ma Verdasco ha confermato di stare attraversando il miglior momento in carriera. La ragione la spiega direttamente lui: “Ho una mentalità nuova, gioco meglio i punti importanti. Stavolta è accaduto nel tie-break del primo set e nell’ultimo game”. Reduce dalla finale a Monte Carlo e dalla vittoria a Barcellona, il madrileno ha vinto 12 match su 13 nella campagna terricola. Anche per questo è favorito su Ferrer, in svantaggio 6-3 negli scontri diretti e battuto nelle ultime tre occasioni, compreso l’ultimo match giocato appena sette giorni fa a Barcellona. L’unica incognita può riguardare la stanchezza: Verdasco non è certamente abituato a spingere al massimo per tre tornei di fila. Un maratoneta come Ferrer potrebbe approfittarne.

Floris a caccia del main draw
Nei campi secondari si giocherà l’ultimo turno delle qualificazioni femminili. Delle nove azzurre in gara, l’unica a passare il turno è stata Anna Floris, vincitrice nel derby contro Nathalie Vierin. Tutte le altre non hanno vinto neanche un set. La sarda, che a 28 anni sta vivendo il miglior momento in carriera, si giocherà l’accesso in tabellone contro Ayumi Morita, giovane giapponese di sicuro talento ma poco abituata alla terra battuta. Abitudine ed esperienza: sono queste le parole chiave che potrebbero permettere alla Floris di togliersi una delle soddisfazioni più importanti in carriera.
 
< Prec.   Pros. >