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L'ACCADEMIA DELLA QUALITA'


L'attrezzata palestra dell'Oasi 2000 di Padova, sede del "Tennis Consulting International Team"

Di Riccardo Bisti - 22 Dicembre 2009

E' sempre un piacere ritrovarsi con Fabrizio Caldarone. Il Presidente di Tennis Consulting, società di marketing, servizi e management tennistico, è sempre pieno di idee ed iniziative. L’ultima volta che lo avevamo sentito, parlando delle Accademie con cui collabora (Equelite a Villena e Pro-Ab a Barcellona), concluse così: “Ogni giocatore viene seguito in modo specifico, senza perdersi in troppi insegnamenti collettivi. Speriamo che in futuro si possa fare altrettanto con una struttura italiana”. Detto fatto: da circa un mese è nato il Tennis Consulting International Team, mini accademia creata e seguita in prima persona da Caldarone. Un’idea innovativa, unica al mondo. “Credo di si” esordisce Caldarone “Per come è impostata credo che non ci siano situazioni analoghe. Tutti i centri che conosco sono accademie “classiche”, in cui mancano gli aspetti di cui ci occupiamo noi”. Sede del progetto è il Club Oasi 2000 di Padova, impianto di primo livello in cui non manca nulla sia in termini di campi da tennis che di strutture collaterali, altrettanto importanti per creare un ambiente di qualità. Un progetto nuovo, di cui vale la pena parlare.

Fabrizio, raccontaci il percorso che ha portato alla nascita di questa Accademia.
Forse è un po’ prematuro definirla così, perché per adesso si allenano solo due giocatori cinesi: uno si chiama Ying, l’altro è il mitico Nai Zheng Yu, detto “Nigel”, quello che conobbi casualmente a Shanghai. E' importante la dimensione internazionale del progetto, non a caso ho voluto chiamarlo “Tennis Consulting International Team”. I passaggi? Il più importante fu senza dubbio la nascita di Tennis Consulting, resa possibile grazie a Olivier Rochus, il nostro primo “cliente”. Dopodichè c’è stata una crescita importante, culminata con l’ingaggio di Ivo Karlovic, elemento di spessore e di personalità non semplicissima. Condividere con lui i quarti di finale a Wimbledon è stato uno splendido traguardo. A un Accademia pensavo da tempo, ma era una cosa prematura: creare una struttura del genere significa assumersi una grande responsabilità, perché devi seguire i ragazzi negli allenamenti e curarne la parte medica, atletica…Insomma, ci vuole lo staff giusto. Prima di iniziare era giusto sommare ancora più esperienza. E’ stato un processo molto naturale: un giorno, senza quasi accorgercene, il gruppo era fatto. Restava il problema di trovare la struttura: all’Oasi 2000 di Padova abbiamo trovato il luogo ideale. Si tratta di un impianto polifunzionale: abbiamo palestra, piscina olimpionica e uno staff molto preparato. Inoltre c’è un ambiente sereno ed accogliente, l’ideale per due ragazzi che vengono dalla Cina e hanno bisogno di integrarsi. Devo dire di aver trovato grande disponibilità in Luigi Poli, che ci ha dato una grande mano. Nella struttura c’è anche un appartamento molto carino, in cui i due cinesi vivono in compagnia di Francesco Borgo, un ragazzo molto forte (è classificato 2.4), con il quale condividono anche la vita sociale. Il mio non è solo un progetto agonistico, ma anche di integrazione sociale. Penso che quest’ultimo aspetto sia molto importante.

Quali sono le peculiarità del team?
L’Accademia offre tutto ciò di cui dispone Tennis Consulting. Chi fa parte dell’Accademia diventa automaticamente nostro cliente. La peculiarità è che ci occupiamo di tutto, a 360 gradi: non solo puro management e marketing, ma anche sponsor e contatti con la stampa. Curiamo il giocatore in ogni aspetto, anche la minima esigenza. Giusto oggi abbiamo definito la programmazione dei tornei: i ragazzi inizieranno il 2010 agonistico in Febbraio, giocando tre tornei Futures in Egitto.

Le Accademie proliferano. Perché un giocatore dovrebbe scegliere la vostra?

Perché offriamo una situazione completamente diversa. La nostra parola d’ordine è “qualità”. Ogni giocatore può contare su una cura personalizzata. E’ così per gli aspetti tecnico-tattici ma anche per tutto il resto. In altre parole, offriamo tutti quei servizi manageriali che non esistono in un’Accademia classica, dove ci si limita ad allenarsi (ciò non significa che sia sbagliato, anzi, io collaboro con alcune Accademie di cui condivido pienamente i progetti). Ci occupiamo anche di aspetti che danno serenità al giocatore come contratti, gli impegni con le gare a squadre, le wild card…Insomma, da noi si privilegia la qualità. E non si trascura l’aspetto umano. Per me è basilare, è importante che si crei un clima da grande famiglia.

Com’è la giornata tipo presso il Tennis Consulting International Team?

Il programma è molto intenso. Si inizia alle 9 del mattino con tre ore di tennis, in cui ci si occupa di vari aspetti a seconda delle giornate: tecnico, tattico e lavoro sotto stress. Un paio di mattine a settimana si lavora in piscina. E’ molto importante prendersi cura delle caviglie: Poli, che è anche preparatore atletico, insiste molto su questo aspetto. Spesso ci si limita a gambe e tronco, trascurando le caviglie. Nel tennis di oggi, poi, si gioca spesso sul cemento e avere le caviglie forti previene gli infortuni. Va benissimo fare preparazione atletica tradizionale, ma i dettagli non devono essere trascurati. Dopo il pranzo e il relax, si riprende alle 15 con il lavoro in palestra. Si fa un po’ di tutto: lavori di forza e a corpo libero (balzi, scatti), dopodiché ci si dedica al lavoro di palestra vero e proprio. Il tutto termina verso le 17.30-18. Se i ragazzi hanno ancora energia, si chiude con un’oretta di tennis in scioltezza, giusto per scaricare. Ma è difficile, perché la giornata è molto dura. Poi cena, relax e coprifuoco verso le 23.

Come è composto lo staff del centro?
Luigi Poli è fondamentale nella preparazione atletica. Un’altra figura importante è Max Palumbo, che è di grande aiuto per i ragazzi, poi è molto forte: è un seconda categoria. Mi piace ricordare anche Umberto Bedolo, uno dei maestri del circolo. E’ molto preparato sulla videoanalisi, uno strumento nuovo che sta riscuotendo un grande successo. Fa capire tanti dettagli e permette di capire su cosa si può lavorare.

Domanda banale ma obbligatoria: quali sono gli obiettivi? E poi, sareste pronti per accogliere giocatori di altissimo livello?
Direi che non ci sono dubbi. All’Oasi 2000 non manca niente. 10 campi coperti, palestra, piscina…c’è tutto per soddisfare anche il più esigente. Il team è composto da professionisti di alto livello, che mettono un’attenzione maniacale nel loro lavoro. L’obiettivo è molto semplice: permettere ai ragazzi di esprimere il massimo delle loro potenzialità. Loro devono dare tutto ciò che possono: numero 1, 300 od 800 non è importante. A noi interessa che diano tutto. Di certo chi arriva deve essere già un giocatore, avere una certa formazione. Qui trova tutto ciò di cui ha bisogno per rendere al massimo. Proprio per questo non c’è l’intenzione di prendere troppi giocatori. Con la struttura attuale direi che potremmo arrivare a 10 giocatori. Con una maggior organizzazione si può estendere a 15, non di più. Avere troppi allievi impedirebbe di sviluppare una nostra priorità: non più di due ragazzi per campo e tre ore di tennis con un lavoro attentissimo al dettaglio.
 
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