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MASHA TRA PASSATO E FUTURO |

"Voglio essere ricordata come una campionessa di tennis, nient'altro"
Di Lorenzo Cazzaniga
questo articolo è stato la cover story di Sport Week (il Magazine della Gazzetta dello Sport) del 21 Novembre 2009
Papà Yuri era disperato. Il giocattolo Maria Sharapova si stava autodistruggendo, a causa di un infortunio alla spalla e un altro al cuore. Il primo causato dal suo movimento di servizio, l’altro da Charlie Ebersol, figlio di un boss della NBC che pareva aver fatto breccia nei sentimenti della bella russa. «Non riesco più a controllarla» si lagnava il padre. Sette mesi dopo, Maria ha rimesso a posto i delicati ingranaggi di una macchina mangia-soldi e mangia-trofei. Si è ripresentata di nuovo competitiva e con uno spasimante diverso : Sasha Vujacic, cestista serbo dei Los Angeles Lakers, che ha ammesso : «Diciamo che il tennis mi piace un sacco!». La nuova Maria è dunque riapparsa sui campi senza la figura onnipresente del padre ma con l’abituale killer instinct che l’ha sempre accompagnata, pronta a riprendersi il posto di numero uno del Mondo in campo. Perché fuori, non è mai stato messo in discussione.
Quanto è stato duro il periodo lontano dal tennis per infortunio? Era preoccupata di non poter tornare al suo livello?
“Quello che mi ha insegnato è quanto amo la competizione: mi mancava davvero tanto. E’ stata questa la motivazione che mi ha spinto a lavorare ancora di più sulla mia spalla, in palestra e sul campo, per tornare in fretta nel circuito. Non sono mai stata così affamata di tennis. Ora la spalla funziona bene e sono convinta di poter tornare al top”.
Che cosa ha fatto durante questa lunga pausa?
“Sono stata fortunata perché ho avuto molte persone vicine che mi hanno aiutato, a partire dalla mia famiglia. Ma soprattutto me stessa e la mia convinzione che lavorando duro avrei superato l’ostacolo. Ho avuto davvero l’opportunità di confrontarmi con me stessa e capire cosa è realmente importante nella mia vita. E ho scoperto che ciò che amo è il tennis. Semplicemente giocare a tennis. E sono tornata a concentrarmi esclusivamente sul tennis. Poi ho imparato a cucinare anche la pasta alla carbonara, ma questa è un’altra storia!”.
E’ sorpresa di come sia tornata subito a vincere Kim Clijsters? Pensa che Justine Henin possa fare lo stesso l’anno prossimo?
“Non sorpresa, direi impressionata. Sono stata lontano dal circuito per 10 mesi e mi sono resa conto di quanto sia difficile rientrare ed essere immediatamente competitiva, anche se bisogna ricordare che lei non è stata infortunata”.
Non crede però che questo ritorno immediato al successo indichi che il tennis femminile vive un momento di involuzione tecnica?
“Macché, lasciamo perdere le critiche: quello che ha fatto Kim è semplicemente straordinario. E’ stato tutto merito suo, non certo colpa delle avversarie”.
Lei è molto coinvolta anche nel mondo della moda: cosa le piace di più di questo e quanto è diverso da quello dello sport?
“Alla mia età, se non stessi giocando ancora a tennis, credo che starei frequentando l’Università, studiando moda. Mi piace ogni aspetto di questo settore, ma soprattutto mi piace disegnare modelli. Ho disegnato qualche completo per Nike e attualmente sto lavorando alla mia collezione di borse per Cole Haan. Tag Heuer mi ha invece permesso di collaborare nel design di orologi e occhiali. Per quel poco che ho visto dell’industria della moda, penso sia un ambiente ancora più competitivo di quello del tennis. Talvolta, quelli che alcuni sono dei vincenti, per altri sono dei perdenti. Non è come nel tennis dove è chiaro chi ha vinto. La moda è un mondo aperto, bellissimo perché è consentito qualunque azzardo. Meno regole ci sono e meglio è”.
Quanto è importante l’immagine per lei?
“Non mi sono mai preoccupata granché della mia apparenza fisica. Da quando ero bambina mi sono di avere un grande dono, quello di saper giocare così bene a tennis e il mio sogno era quello di vincere gli Slam, non di sfilare in passerella. Poi, dopo che ho vinto Wimbledon a 17 anni, tutti hanno cominciato a notare il mio aspetto fisico, ma io voglio essere ricordata come una fuoriclasse del tennis, nient’altro”.
Spesso si dice che alcune giocatrici, come Jelena Jankovic, passano più tempo a curare il loro make-up che a riscaldarsi, prima di scendere in campo.
“Io cerco di essere sempre me stessa, in campo e fuori. E’ chiaro che faccio attenzione anche al mio look in campo perché mi dà maggior fiducia e sicurezza in me stessa e se la gente lo apprezza non posso che esserne contenta. Ma non è che mi preoccupo dei miei capelli o del trucco prima di giocare un match”.
Ma è possibile avere amiche nel tour o c’è troppa competizione?
“Difficile avere buoni rapporti. Ho molto rispetto per le altre giocatrici perché so quanto è duro raggiungere certi traguardi. Ma l’amicizia è un’altra cosa”.
Alcune sportive di bell’aspetto sono state vittime di stalkers: i suoi fans come si comportano con lei?
“Mai avuto problemi. Credo di avere i supporter più leali del mondo e l’ho capito durante il mio stop per infortunio. E’ più difficile star vicino a qualcuno che è infortunato rispetto a quando alzi una coppa del Grand Slam. Per questo mi ha fatto ancora più piacere”.
Dove andrebbe se fosse semplicemente Maria e non Mrs. Sharapova?
“Me ne starei sempre a casa con la mia famiglia, i miei amici e le persone che amo. Ma appena posso lo faccio perché alla fine Maria e Mrs Sharapova sono la stessa persona. Per loro, non cambio mai”.
Dove pensa di avere maggiori chance di vincere un altro Slam?
“Mettiamola così: penso di poter vincere ogni match che gioco, capito?”
Capito. Ma e una grande determinazione. E il lavoro duro è l’espressione di questa determinazione”.quale abilità serve maggiormente per tornare ad essere la numero uno?
“E’ una combinazione di tanti fattori, ma la giocatrice più forte deve avere una tremenda forza mentale" |
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