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Madrid, martedì: alle 13 Sara Errani sfida la Pavlyuchenkova

Fognini deve continuare così

Fabio parte bene a Madrid, dove non vinceva un match addirittura dal 2009. Il facile successo su Giraldo è di buon auspicio: il ligure ha fatto la differenza nei frangenti in cui solitamente fa più fatica. Ora deve confermarsi.

E Murray se ne va in BMW

Battendo Kohlschreiber in una splendida finale, lo scozzese vince a Monaco di Baviera il suo primo torneo sul rosso: la Gran Bretagna non ci riusciva da 39 anni. La terra battuta può essergli amica, e chissà che a Parigi....

Madrid Open 2015 in TV

L'incomprensibile sorpresa degli appassionati che si aspettavano la diretta di Federer-Cuevas su SuperTennis: per definizione, il canale FIT darà sempre la priorità agli italiani. Tutti i palinsesti del Mutua Madrid Open: doppio canale su Sky Sport.

Miccini vuole una seconda chance

Ex ragazzino prodigio, con IMG ad appena 12 anni, il marchigiano si è perso ancora minorenne. Fra infortuni e pressioni, non si divertiva più. A 22 anni, dopo il college negli States vuole riprovarci. Eccolo nelle pre-qualificazioni degli Internazionali.

Il rientro felice di monsieur Richard

Dopo quasi due mesi di stop per un infortunio alla schiena, Gasquet torna nel circuito e va subito a segno, vincendo a Estoril. Dura lezione a Nick Kyrgios in finale e dodicesimo titolo in carriera: agganciato il connazionale Gilles Simon.

Federer e la caccia a Ivan Lendl

Lo svizzero vince una buona finale contro Pablo Cuevas e si aggiudica il torneo di Istanbul. Titolo numero 85 per lui, a nove lunghezze dalla seconda posizione assoluta di Ivan Lendl. Ha cancellato tre setpoint nel tie-break del secondo.

VIDEO: La Caja Magica vista...dal campo!

Business Plan Murray

Lo scozzese spiega il suo rapporto con gli affari: “In passato ho firmato contratti troppo lunghi che possono condizionare anche 10-12 anni dopo. I giovani tennisti sono circondati da persone che vogliono approfittarne. Lascio lavorare i gestori del Cromlix”.

Non chiamatelo Melzer junior

Gerald Melzer non è più solo il fratello minore di Jurgen. A Marzo ha salvato l’Austria in Coppa Davis, con la semifinale a Monaco ha compiuto un nuovo passo. Dopo anni di fatiche vede i top 100: presto sarà lui il numero uno di famiglia.

Nishikori, il cobra del terzo set

Sorpresa: il giapponese è il miglior giocatore dell'Era Open nella percentuale di incontri vinti al terzo set. Ha fatto meglio persino di Borg e Djokovic. Ne ha vinti 27 degli ultimi 30 e ora va a caccia della migliore striscia di sempre. Che appartiene al suo coach...

Golu-Diario, Parte 6: i giocatori scelgono Madrid

ESCLUSIVO - Andrey Golubev scrive per noi da Istanbul. A suo dire, in Italia mettiamo troppa pressione sui giovani. Tra Roma e Madrid, quasi tutti i giocatori preferiscono il torneo spagnolo per i servizi che offre. Intanto dovrà giocare le "quali" al Roland Garros...

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10 piccoletti al potere

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GASTON GAUDIO
Il più debole vincitore Slam di sempre? Forse, anche perchè fu Coria a regalargli il Roland Garros 2004 in una finale folle e memorabile. Tirava un rovescio meraviglioso, ma aveva una testa fragile che sfociava nell'autolesionismo. Forse avrebbe potuto vincere di più, ma poi pensi al modo in cui ha intascato Parigi e dici: “Ok, non può proprio lamentarsi...”


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10 piccoletti al potere

GASTON GAUDIO
Il più debole vincitore Slam di sempre? Forse, anche perchè fu Coria a regalargli il Roland Garros 2004 in una finale folle e memorabile. Tirava un rovescio meraviglioso, ma aveva una testa fragile che sfociava nell'autolesionismo. Forse avrebbe potuto vincere di più, ma poi pensi al modo in cui ha intascato Parigi e dici: “Ok, non può proprio lamentarsi...”


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9

HAROLD SOLOMON
Lo ricorderemo sempre per la finale persa a Parigi contro Adriano Panatta, che lo schernì davanti allo specchio prima del match. “Ehi, Sorcio, guarda un po'...ma secondo te chi può vincere?”. Ma sulla terra era un cagnaccio: non sbagliava mai ed era l'incubo di (quasi) tutti. Forse avrebbe meritato uno Slam, ma c'era un certo Bjorn Borg....

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10 piccoletti al potere

HAROLD SOLOMON
Lo ricorderemo sempre per la finale persa a Parigi contro Adriano Panatta, che lo schernì davanti allo specchio prima del match. “Ehi, Sorcio, guarda un po'...ma secondo te chi può vincere?”. Ma sulla terra era un cagnaccio: non sbagliava mai ed era l'incubo di (quasi) tutti. Forse avrebbe meritato uno Slam, ma c'era un certo Bjorn Borg....

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8

EDDIE DIBBS
Lo chiamavano “Fast Eddie” e questo dice tutto. Ha avuto la sfortuna di competere contro Bjorn Borg e Guillermo Vilas, altrimenti avrebbe intascato almeno uno Slam. Invece ha raccolto due semifinali a Parigi e una ventina di titoli (22, per l'esattezza). La sua estrema intelligenza tattica lo ha fatto vincere su tutte le superfici, indoor compreso. Solo l'erba non gli andava giù....

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10 piccoletti al potere

EDDIE DIBBS
Lo chiamavano “Fast Eddie” e questo dice tutto. Ha avuto la sfortuna di competere contro Bjorn Borg e Guillermo Vilas, altrimenti avrebbe intascato almeno uno Slam. Invece ha raccolto due semifinali a Parigi e una ventina di titoli (22, per l'esattezza). La sua estrema intelligenza tattica lo ha fatto vincere su tutte le superfici, indoor compreso. Solo l'erba non gli andava giù....

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10 piccoletti al potere

7

SEBASTIEN GROSJEAN
Si dice che i francesi giochino bene ma non siano vincenti. Può darsi, ma il marsigliese ha ottenuto più del massimo. Numero 4 ATP, semifinalista in tre Slam su quattro, tirava una fiondata di dritto che lasciava fermi anche i migliori. Oggi si è riciclato come (ottimo) commentatore.

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10 piccoletti al potere

SEBASTIEN GROSJEAN
Si dice che i francesi giochino bene ma non siano vincenti. Può darsi, ma il marsigliese ha ottenuto più del massimo. Numero 4 ATP, semifinalista in tre Slam su quattro, tirava una fiondata di dritto che lasciava fermi anche i migliori. Oggi si è riciclato come (ottimo) commentatore.

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10 piccoletti al potere

6

ROD LAVER
Lui l'ha persa, la partita più bella di sempre (la finale del WCT a Dallas, nel 1972), ma è l'unico ad aver centrato per due volte il Grand Slam. Laver, semplicemente, era “il” tennis. Talento inarrivabile, classe cristallina, correttezza sublime. Non fosse diventato professionista, ancora oggi avrebbe più Slam di Federer. In un tennis “umano”, l'altezza non contava così tanto....

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10 piccoletti al potere

ROD LAVER
Lui l'ha persa, la partita più bella di sempre (la finale del WCT a Dallas, nel 1972), ma è l'unico ad aver centrato per due volte il Grand Slam. Laver, semplicemente, era “il” tennis. Talento inarrivabile, classe cristallina, correttezza sublime. Non fosse diventato professionista, ancora oggi avrebbe più Slam di Federer. In un tennis “umano”, l'altezza non contava così tanto....

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10 piccoletti al potere

5

GUILLERMO CORIA
Ricordarlo per una sola partita persa (la finale di Parigi 2004) non sarebbe giusto. Con il suo talento cristallino, sublimato dalla “vigorita” di dritto, l'argentino è stato il miglior terraiolo per un paio d'anni. Un carattere fragile e sensibile gli ha impedito di vincere ancora di più. Oggi è maturato e prova a trasmettere la sua esperienza ai giovani.

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10 piccoletti al potere

GUILLERMO CORIA
Ricordarlo per una sola partita persa (la finale di Parigi 2004) non sarebbe giusto. Con il suo talento cristallino, sublimato dalla “vigorita” di dritto, l'argentino è stato il miglior terraiolo per un paio d'anni. Un carattere fragile e sensibile gli ha impedito di vincere ancora di più. Oggi è maturato e prova a trasmettere la sua esperienza ai giovani.

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10 piccoletti al potere

4

DAVID FERRER
Umiltà al potere. Da ragazzino si era stufato di lottare ed era andato a fare il muratore, poi ha capito che sudare sul campo da tennis non è così male. Da 10 anni continua a migliorarsi, giorno dopo giorno, è salito al numero 3 ATP e giocato una finale Slam. Il dato più impressionante? Ha giocato 43 finali (vincendone 21). E non ha ancora alzato bandiera bianca....

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10 piccoletti al potere

DAVID FERRER
Umiltà al potere. Da ragazzino si era stufato di lottare ed era andato a fare il muratore, poi ha capito che sudare sul campo da tennis non è così male. Da 10 anni continua a migliorarsi, giorno dopo giorno, è salito al numero 3 ATP e giocato una finale Slam. Il dato più impressionante? Ha giocato 43 finali (vincendone 21). E non ha ancora alzato bandiera bianca....

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3

KEN ROSEWALL
Lo avevano chiamato “Muscle”, giusto per prendere in giro un fisico mingherlino. Ma che classe! Capace di arrivare in finale a Wimbledon a 20 anni di distanza, ha vinto 8 Slam ma sarebbero stati molti di più se non fosse passato tra i professionisti. Il suo rovescio era una rasoiata che avrebbe dovuto esistere nell'epoca digitale. Ha giocato (e vinto) il miglior match di sempre...

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10 piccoletti al potere

KEN ROSEWALL
Lo avevano chiamato “Muscle”, giusto per prendere in giro un fisico mingherlino. Ma che classe! Capace di arrivare in finale a Wimbledon a 20 anni di distanza, ha vinto 8 Slam ma sarebbero stati molti di più se non fosse passato tra i professionisti. Il suo rovescio era una rasoiata che avrebbe dovuto esistere nell'epoca digitale. Ha giocato (e vinto) il miglior match di sempre...

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10 piccoletti al potere

2

MICHAEL CHANG
Per ovviare all'altezza, Prince aveva disegnato per lui il “racchettone”, un oversize da 110 pollici: lui ha saputo sviluppare un servizio eccezionale per la statura e possedeva una mente suprema: laddove non arrivava con i centimetri, riusciva con la testa e con la strategia. Ha vinto uno Slam e giocato altre 3 finali. Peccato ci fossero Sampras e Agassi, altrimenti...

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10 piccoletti al potere

MICHAEL CHANG
Per ovviare all'altezza, Prince aveva disegnato per lui il “racchettone”, un oversize da 110 pollici: lui ha saputo sviluppare un servizio eccezionale per la statura e possedeva una mente suprema: laddove non arrivava con i centimetri, riusciva con la testa e con la strategia. Ha vinto uno Slam e giocato altre 3 finali. Peccato ci fossero Sampras e Agassi, altrimenti...

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1

MARCELO RIOS
La più sorprendente impresa del week end di Davis. Ce lo ricordavamo a Napoli, inpalpabile, due punti sicuri per qualsiasi squadra avversaria da World Group, si diceva. E invece, a Glasgow, è stato lui l’eroe britannico del match contro gli Usa: ha battuto in una maratona di 5 set John Isner, regalando di fatto la vittoria alla sua squadra.

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MARCELO RIOS
La più sorprendente impresa del week end di Davis. Ce lo ricordavamo a Napoli, inpalpabile, due punti sicuri per qualsiasi squadra avversaria da World Group, si diceva. E invece, a Glasgow, è stato lui l’eroe britannico del match contro gli Usa: ha battuto in una maratona di 5 set John Isner, regalando di fatto la vittoria alla sua squadra.

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